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"DAL GIAPPONE ALLA SARDEGNA PER STUDIARE LA CUCINA ISOLANA" da
La Nuova Sardegna 20 marzo 2002
GAVOI. I
giapponesi entrano ora anche nelle cucine italiane. Dopo aver
catturato le immagini delle città dell'arte e conosciuto storia
e cultura ora il popolo più curioso della terra vuole anche
gustare i sapori dell'arte culinaria italiana. E dall'arcipelago
di tremila isole dell'Oceano Pacifico gli aspiranti cuochi sono
arrivati nel Mediterraneo, hanno invaso cucine e ristoranti,
alla ricerca di antichi sapori. La meta iniziale è stata la
Sicilia dove centinaia di gruppi di giapponesi hanno
"copiato" pietanze e piatti. Noriko Goto e Atzuko
Suzuki, due giovani nipponiche di Yokohama, cittadina
vicinissima a Tokio, sono riuscite ad arrivare persino nel cuore
della Sardegna, a Gavoi, nell'azienda agrituristica che si
intitola, appunto, «Antichi sapori da Speranza». Sono arrivati
qui accompagnati da Naomi Sindifield, giovane inglese, nata a
Pula, che fa parte della Società Japan Consulting
(www.domudesayaka. com) che ha sede a Cagliari e che offre il
servizio di accoglienza dei giapponesi nell'isola. «Perchè
ancora non conoscono quest'isola - spiega Naomi - e loro cercano
i prodotti che conoscono. La nostra società ha il compito di
accogliere nell'isola i giapponesi che scelgono la Sardegna e
per raggiungere questo scopo abbiamo instaurato un primo
rapporto con la regione sarda. Intanto uno della società, Ugo
Crisponi, originario di Mamoiada cura l'export del prodotto
sardo verso il Giappone e lì disponiamo di un tour operator che
fa da tramite nostro per offrire i prodotti della Sardegna,
quelli materiali della cucina, ma anche quelli immateriali della
cultura e del turismo di qualità. I prodotti di nicchia,
appunto, non destinati alla grande massa ma ai piccoli gruppi
che possono essere accompagnati dalla nostra società». Naomi
da alcuni giorni è a Gavoi con Noriko e Atzuko che hanno voluto
trascorrere una breve vacanza per conoscere la cucina di
Speranza. La scelta dell'agriturismo gavoese risale alla
scoperta della madre di Naomi, Janet, che ha conosciuto Speranza
per caso e si è innamorata della sua cucina. Piatti di
montagna. Speranza Todde è giunta a Gavoi da Desulo e coniuga i
prodotti dell'alta montagna con quelli del mondo agro-pastorale.
E soprattutto coniuga le due tradizioni culinarie. «Ho studiato
all'estero - racconta Naomi - dove ho sempre parlato della
Sardegna, che amo». E così è tornata a Gavoi per far
conoscere alle due allieve cuoche i profumi e i sapori della
cucina sarda più genuina. Noriko e Atzuko porteranno in
giappone, le salsicce, la pancetta e il prosciutto di Desulo, ma
anche il pecorino «Fiore Sardo», di Gavoi, i mallureddos e i
ravioli. Ma soprattutto racconteranno che durante un'escursione
botanica hanno raccolte le erbe selvatiche e piante officinali
spontanee necessarie per preparare la minestra "s'erbuzzu",
tipico piatto gavoese che proporrano nelle famiglie in
Giappone.
I prodotti tipici della cucina sarda arrivano fino al Giappone
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